Etichette degli alimenti…Le sappiamo leggere? Parte I

#FarmaciaPassero #benessere #alimentasalute

Dr Eduardo de Mattia

Che non sia proprio semplicissimo districarsi davanti ad un’etichetta di un alimento confezionato questo è risaputo. Ma purtroppo, come per altre cose, noi Italiani abbiamo anche questo triste primato. Le statistiche ci dicono che compriamo principalmente in base al prezzo senza valutare in maniera approfondita la qualità di ciò che compriamo. Nel Sud Italia, poi, l’attenzione cala ulteriormente. Ci dicono anche che siamo il primo paese in Europa per capacità di sgominare frodi alimentari. Evidentemente abbiamo una solida base su cui indagare. Per evitare di incappare in frodi o semplicemente per imparare ad acquistare qualità è necessario che usciamo dallo schema mentale dell’approccio consumistico alla spesa. Dunque andare al supermercato a riempire il carrello con prodotti in offerta già non risulta un atteggiamento positivo in quanto tali prodotti sono generalmente :

– di basso valore nutrizionale e quindi anche produttivo

– sono prossimi alla scadenza

– sono adulterati

Ebbene si! Adulterati. Cosa significa?Vi sembra possibile pagare una mozzarella di bufala da 500 grammi 2,99 euro? Ovviamente no! Non sono poco frequenti le analisi sui latti di bufala mixati con latte vaccino in percentuali tanto variabili quanto più si vuol vendere il prodotto ad un prezzo basso. Non Vi è mai capitato di acquistare una mozzarella di bufala che di bufala aveva solo il nome?

In tali casi, purtroppo, non si tratta di aver letto male l’etichetta quanto piuttosto di aver fatto una stima sbagliata sul potenziale rapporto qualità prezzo. ” La qualità vale di più ” recita una nota pubblicità. Quanto è vero!!!

E poi…se una fettina di carne costa fino a 2 o 3 euro, in base a quale magia McDonald’s sarebbe così gentile da venderci un panino con hamburger in offerta ad 1 euro comprensivo di bibita e patatine? Forse non si tratta di carne-carne? Forse non si tratta di pane-pane?E le patatine?

Non entriamo nel merito dei margini di McDonald’s, ma è certo che una tale operazione sottocosto vi farà sicuramente ritornare! Da un lato per il prezzo, dall’altro lato per la scarica di endorfine che provoca un panino ricco di grassi idrogenati. Le endorfine sono molecole endogene definite “messaggeri del piacere”. Sono coinvolte nell’insorgenza del piacere, nel senso di appagamento. Mangiando un panino integrale con bistecca di soia non avrete mai il ricordo, la “sindrome d’astinenza” che vi porta a desiderarlo nuovamente. 

Bigfood, l’industria mondiale dell’alimentazione, ci vuole drogati, vuole manipolare il nostro cervello colpendolo alla sua base irrazionale e primordiale, facendo leva sull’incapacita’ del nostro organismo di uscire da una dipendenza. Le endorfine, sono degli analoghi strutturali alla classe di molecole definite oppioidi, tra cui ricorderete morfina, codeina per restare sul naturale. Eroina per ricordare il derivato semisintetico a maggiore potenza.

Vi sarà sicuramente capitato di assistere a scene di amici o amiche in cerca di cibo in quanto giù di morale in seguito ad un evento spiacevole. Generalmente in tali casi si ricercano alimenti grassi e ricchi di zucchero proprio per la loro capacità di indurre un aumento delle endorfine e calmare il senso di insoddisfazione per attivazione nel cervello delle vie del piacere.

Considerate ancora che la famosa Starbucks, miliardi di fatturato, migliaia di negozi aperti in tutto il mondo, oltre alla piacevole sensazione domestica che trasmette a chi va a bere un cappuccino nei suoi caldi e accoglienti store, cosa fa? OVVIAMENTE CI DROGA! Un cappuccino da Starbucks formato mezzo litro contiene l’equivalente di venti cucchiaini di zucchero!! Hai capito perché siamo felici?!E pensare che per aumentare le probabilità di avere il diabete in età adulta bastano oltre 4 cucchiaini di zucchero al giorno! L’equivalente di circa 20 grammi di saccarosio, praticamente 4 caffè quasi amari al giorno!

Il problema è questo : chi si mette a leggere le etichette sulla composizione chimica degli alimenti di Starbucks? Nessuno!

Dunque, qual è l’unica arma che abbiamo per difenderci da questo spaccio legalizzato? Saper leggere le etichette, quantificare alimento per alimento quanti zuccheri e grassi si assumono in una giornata e porsi un limite anche in base al dispendio energetico correlato all’attivita’ che si svolge o allo sport che si pratica. Se non si riesce in questa impresa al limite tra la matematica e la biochimica è necessario farsi aiutare da professionisti specializzati.

Bisogna essere furbi, più furbi dei “nostri spacciatori di cibo” e ricordare che diabete, tumori e malattie cardiovascolari  uccidono più della cannabis, più della cocaina, più dell’eroina!

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