I filtri solari che fanno male alla salute

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A cura del Dr Eduardo de Mattia

Arriva l’estate e parte la corsa all’acquisto dei filtri solari…Nulla di sbagliato, anzi! E’ fondamentale proteggere la propria pelle dai raggi solari. Ormai è noto che gli effetti del sole possono essere nocivi sia nel breve termine (eritemi, scottature), sia a lungo termine (Tumori della pelle). Ma quali filtri utilizzare? Sul mercato esistono svariate formulazioni di numerose etichette. Sono tutte affidabili? Assolutamente no!

Avrete sentito in giro la questione relativa al presunto e ormai accertato effetto di interferenza endocrina di tutti quei composti che nelle difficili etichette dei solari terminano per ”fenone”. Cosa significa interferenza endocrina? Significa che queste molecole, assorbite dalla pelle, vanno a modificare i segnali che le cellule ricevono dagli ormoni con conseguenze pesanti soprattutto per i bambini, vista la particolarità della loro fase di accrescimento regolata dagli ormoni.

Altro problema è la Fotostabilità dei filtri. Che significa? In chimica un composto è fotostabile se a contatto con la radiazione luminosa non sviluppa radicali liberi. I radicali liberi sono responsabili di indurre tumori della pelle e fenomeni di irritazioni e infiammazioni. Un solare con filtri fotostabili non deve sviluppare radicali liberi! Ma come, direte, mi metto il solare per proteggermi e invece si sviluppano i radicali liberi?! Proprio così! Accade con i solari di scarsa qualità. 

Ancora una considerazione va fatta sull’indice di protezione UVA/UVB. Non tutte le protezioni con SPF 50, proteggono efficacemente sia dagli UVA che dagli UVB. Per intenderci i raggi UVB sono quelli che colpiscono più superficialmente la pelle, mentre quelli UVA arrivano più in profondità. I primi danneggiano principalmente DNA e proteine cellulari, i secondi sono responsabili della produzione di radicali liberi e di alterazioni alle cellule immunitarie che così sono inibite nel contrastare gli effetti dannosi del sole.

”Ho preso un solare buono ma mi sono scottato lo stesso!” Cio’ succede perché il solare non viene utilizzato correttamente. Anzitutto va detto che una famiglia di 4 persone con fototipo medio, in una settimana di vacanze, dovrebbe consumare almeno 650 cl di crema solare (quasi una bottiglia di vino per intenderci). Questo perché tutti i componenti per i primi giorni di esposizione dovrebbero utilizzare una protezione 50, applicarla ogni 2-3 ore e ogni qual volta si esce dall’acqua in quanto il sudore e l’acqua di mare diluiscono il fattore di protezione riducendone l’efficacia. Per i giorni successivi il consiglio è quello di passare ad una SPF 20-30 o 10-6 nei casi di individui molto scuri. In merito ai bambini, è necessario proteggerli sempre con una 50 specifica per bambini, in quanto nella formula sono presenti maggiormente filtri fisici, non in grado di creare alcuna eventuale interferenza endocrina (semmai dovesse venir fuori anche sui filtri di nuovissima generazione). Nei primi giorni, ai bambini molto chiari è fondamentale far indossare una maglietta bianca anche in acqua, oltre alla protezione solare. Inoltre è bene tener presente che anche i filtri migliori non garantiscono protezione al 100%. Per cui è fondamentale evitare di esporsi nelle ore più calde, cioè dalle 12 alle 15.

“Ho messo il filtro e non mi sono abbronzato”. Puo’ succedere quando si acquista un filtro eccessivo per il proprio fototipo, magari se si è scuri di carnagione. In tal caso un test specifico, con uno speciale dispositivo, che effettuiamo gratuitamente nella nostra farmacia puo’ aiutarci a stabilire qual è la protezione più idonea a regalare un’abbronzatura perfetta ma in sicurezza. Altra errata convinzione puo’ essere quella degli individui più scuri di carnagione laddove non ritengano necessaria l’applicazione di un filtro solare.

Nel nostro quotidiano e soprattutto in questo periodo, spesso ci capita di discutere con pazienti che hanno acquistato protezioni solari di scarsa qualità o peggio oli abbronzanti e come conseguenza arrivano praticamente cotti a puntino. Il danno in tal caso è enorme e spesso la sua entità è sottovalutata in particolar modo dagli uomini. Uomini e papà, fate i bravi! Siate di buon esempio per i vostri figliuoli. Una recente ricerca ha dimostrato come siano sufficienti mediamente 3 ustioni solari procurate in età giovanile per essere predisposti da adulti al rischio di melanoma.

Allora che fare? Innanzitutto considerare che il solare si acquista una volta all’anno e pertanto evitare di puntare a prodotti economici che promettono miracoli. Acquistare un solare non è come acquistare un etto di prosciutto ( anche in quel caso avrei da dire tanto). Il consiglio è quello (ma vedi un po’  🙂  ) di recarsi in farmacia dove poter acquistare formule sicure e testate clinicamente e farsi consigliare un prodotto che sia adeguato per il proprio fototipo in modo da abbronzarsi in sicurezza. Seguire, inoltre, scrupolosamente le indicazioni d’uso fornite dal farmacista e iniziare a considerare il solare alla stregua di un farmaco, preventivo e non curativo in tal caso.

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