L’inutile Guerra ai Carboidrati…

A cura della Dr.ssa Serena de Mattia

#Farmaciapassero #benessere #alimentasalute

Cosa c’è di sbagliato in una dieta povera di carboidrati?

Spesso mi capita di parlare con delle signore leggermente in sovrappeso che vogliono qualche consiglio per perdere quei fastidiosi chili di troppo. Comunemente da queste discussioni emerge la malsana abitudine di eliminare dalla propria dieta sia pasta che pane. Ma con quali risultati – chiedo sempre loro? Praticamente nessuno! Intanto vi posto questo link di un articolo apparso su ‘Repubblica’ . https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156090324431151&id=179618821150. Praticamente in questo articolo vengono demonizzati i carboidrati e addirittura elevati a medicine per la vita proprio i grassi…Evito di commentare perché alcune informazioni sarebbero da bannare! Dunque…

Ecco, io non condannerei i carboidrati come i soli nemici della linea. Sicuramente esistono diverse prove scientifiche per sostenere o rifiutare un regime dietetico a bassa (bassa non significa ZERO) percentuale di carboidrati. Una delle tesi a sostegno di queste è dovuta al fatto che un regime a Zero Carboidrati, inizialmente può determinare una rapida perdita di peso. Ma quello che bisogna sapere è che i primi chili persi sono determinati dalla perdita di glicogeno muscolare (lo zucchero accumulato nei muscoli come riserva di energia) e di acqua. MA NON DI MASSA GRASSA!

PaneI carboidrati sono una fonte essenziale per il nostro organismo. Si pensi che sono l’unica fonte energetica utilizzata dalle cellule cerebrali. Diversamente dal tessuto muscolare, che può usare indifferentemente i grassi e i carboidrati, le cellule cerebrali non sono in grado di metabolizzare i lipidi (grassi) per produrre energia. Se decidete di escludere dalla vostra dieta alimenti ricchi di carboidrati, il tessuto cerebrale inizierà a nutrirsi (ed ha la priorità su tutti) del glucosio prodotto dal fegato che a sua volta lo sintetizza a partire dalle proteine, con conseguenze sul tessuto muscolare per impoverimento del patrimonio proteico. DUNQUE PERDITA DI MASSA MAGRA, OSSIA MASSA MUSCOLARE!

E chi brucia i grassi se non i muscoli?!

Una dieta povera di carboidrati può provocare sintomi quali stanchezza, vertigini, sonnolenza. A maggior ragione le persone che seguono una regolare attività fisica hanno bisogno di un’adeguata fonte di energia fornita dalla combustione di carboidrati e lipidi.

Con questo non voglio autorizzarvi a rimpinzarvi di pizza, pane, pasta a volontà ecc…ma un corretto regime dietetico si basa su un corretto apporto di una ben determinata percentuale di carboidrati, proteine e grassi.

Attenzione alla qualità e alla quantità di alimenti che ingeriamo per tenere sotto controllo il peso. Prediligere carboidrati con un basso INDICE GLICEMICO (IG). L’indice glicemico è semplicemente una valutazione sulla qualità dei carboidrati , il limite oltre il quale i carboidrati, assunti attraverso gli alimenti, sono responsabili20170210-vegan-carbonara-spaghetti-vicky-wasik-14-thumb-1500xauto-436613 dell’immediato o graduale aumento del livello ematico di glucosio nel sangue( glicemia) e causano una risposta insulinica, l’ormone che provvede a ridurre le concentrazioni di glucosio nel sangue aumentandone l’assorbimento a livello cellulare.

Il corpo umano dopo un conseguente aumento della glicemia tende a “ripulire” il sangue dagli zuccheri secernendo una grande quantità di insulina, immagazzinandoli nel fegato, nelle cellule muscolari e nelle cellule adipose con conseguente aumento del grasso corporeo. Difatti, se le riserve di zucchero non sono prontamente metabolizzate, consumate, tramite le attività quotidiane, VENGONO TRASFORMATE IN LINGOTTI DI GRASSO, complice proprio il massiccio rilascio di insulina!!!

I carboidrati recano problemi se hanno un alto INDICE GLICEMICO e se sono assunti in quantità smisurata e non confacente alla nostra capacità di smaltirli con le attività quotidiane. Infatti se si assumono carboidrati con un basso-medio Indice Glicemico si mantengono stabili i livelli di glicemia, non si avranno fluttuazioni dell’insulina e di conseguenza non ingrasseremo. Livelli di insulina stabile ci permettono di avere energie adeguate per fronteggiare al meglio la giornata senza segnali di affaticamento , stanchezza e fame.

Facciamo un esempio:

I cornflackes hanno Indice Glicemico pari a 77 contro i 49 di muesli tradizionale

Barbabietole in scatola hanno Indice Glicemico pari a 64 contro i 38 dei fagiolini o i 49 delle carote.

Intanto se volete seguire l’esempio, in tal caso basterebbe sostituire i cornflakes con il muesli e le barbabietole con i fagiolini. Soprattutto se vi state per sedere sul divano a guardare la TV!

Altro esempio tipico è quello della pasta. Pasta di farina doppio Zero ha un alto indice glicemico rispetto a quella integrale. Ma per soddisfare il nostro organismo non bisogna eliminarla quanto piuttosto sostituirla con una pasta di farro, di legumi, di orzo, di frumento…INTEGRALI!!!

Ricordo che un’adeguata alimentazione mette insieme la giusta percentuale di carboidrati, proteine e grassi per cui bisogna analizzare i singoli componenti di un piatto e come essi lavorino sinergicamente all’interno del nostro corpo per dare una risposta insulinica adeguata.

E’ ovviamente impensabile mettersi con la calcolatrice alla mano e contare calorie, indice glicemico ecc… E’ fondamentale affidarsi a personale specializzato ed evitare il FAI DA TE. Infatti, ho verificato sul campo, esso è inutile e dispendioso in termini di tempo, denaro e risultato. Nella mia pratica quotidiana consiglio, soprattutto ai più pigri, integratori a base di estratti naturali in grado di ridurre l’assorbimento dei carboidrati e di modulare di conseguenza la risposta insulinica, con risultati interessanti! Ma su questo mi riserverò di parlarvene ai prossimi articoli.

Comunque Vi garantisco che un regime alimentare correttamente impostato, anche se non la si vuol chiamare dieta, porta al risultato in pochi mesi! In ogni caso, Vi svelo un piccolo segreto … I dolci fanno ingrassare!!! 😉 😉

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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Dr.ssa Serena de Mattia. Farmacista appassionata di alimentazione, prevenzione e sport. Seguo i pazienti in specifici percorsi di salute e benessere e nel tempo libero mi dedico ad un’intensa attività sportiva. Sono corresponsabile dei laboratori della farmacia in cui lavoro e specializzata in galenica con un Master in Galenica Clinica. Amo gli animali!! Attualmente studio per la seconda Laurea in Scienze della Nutrizione.

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