Colite, dieta, intolleranze…rimedi

A cura della Dr.ssa Serena de Mattia

#farmaciapassero #benessere #alimentazione #intolleranze

La storia di Antonella è un pò come le storie di tutte Noi, quando in un particolare momento della nostra vita siamo costrette a dover fare i conti con quei fastidiosissimi disturbi addominali. Antonella, una donna sugli “anta”, alta, snella e instancabile lavoratrice, attenta alla linea e alla cura del proprio aspetto, si è recata in farmacia dietro suggerimento di due amiche che evidentemente hanno trovato in me e i miei colleghi una risposta ai loro problemi. Quel giorno mi ricordo che Antonella era visibilmente intimorita nel raccontarmi la sua storia, ma la tranquillizzo subito facendola accomodare nel nostro locale destinato alle consulenze. Uno spazio lontano dal traffico di gente che si può trovare in un orario di punta in farmacia, anche se la distanza di cortesia é ampia. Ci teniamo molto alla privacy delle persone! Io personalmente non sopporterei di entrare in una farmacia in cui tutti sono gomito a gomito sul banco e non avere la possibilità di chiedere una consulenza in privato! Antonella non esita, si alza la maglia e mi mostra l’addome. Oltre alla pancia visibilmente gonfia, la donna mi riferisce dolore addominale, alternanza di stipsi e diarrea, aria e difficoltà nel mangiare molti cibi.

L’insieme di questi sintomi è associata alla cosiddetta sindrome del colon irritabile o colite. Non si sa quale realmente sia la causa di questa patologia ma è spesso concomitante a periodi di forte stress emotivi, cambiamenti ormonali e soprattutto all’assunzione di specifici alimenti. È un sintomo che può provocare disagio ma per fortuna non provoca danni permanenti all’intestino se si corre ai ripari. È una patologia che colpisce per lo più le donne e costituisce circa il 50% dei motivi di consulenza gastroenterologica. I sintomi più comuni della malattia sono: meteorismo, muco nelle feci, crampi e dolori addominali, stitichezza e stipsi.

Tornando ad Antonella, ricordo bene quando mi raccontava di non riuscire a toccare nessun alimento, soprattutto nei periodi in cui si sentiva “stressata”. Si dice nel gergo comune che l’intestino si comporta come un secondo cervello. Ma c’è un motivo per cui viene data questa definizione; il colon infatti è dotato di un proprio sistema nervoso semi autonomo detto sistema nervoso enterico( SNE) il quale ricopre svariate funzioni . La funzione principale è quella della produzione di serotonina, un neurotrasmettitore in grado di aumentare la motilità intestinale e quindi di regolare il transito del cibo all’interno dell’intestino. L’intestino regola la produzione di serotonina anche in relazione all’impulso emanato dal nostro sistema nervoso centrale, in altre parole il SNE favorisce o limita la produzione di serotonina sotto l’influsso del cervello. Se lo stimolo alla produzione di serotonina è eccessivo si ha una brusca accelerazione sulla digestione, causando fenomeni quali la diarrea; al contrario se la produzione di serotonina è bloccata compaiono fenomeni quali stipsi.

Spesso nei casi più gravi vengono prescritti farmaci antagonisti della serotonina persix-diseases-genetic-testcontrastare il dolore addominale dovuto ad ansia e alterazione dell’umore. Antonella, dopo due anni di assunzione di un noto farmaco, è riuscita a risolvere ben poco i suoi problemi. Di qui la decisione di affidarsi a noi per eseguire il Biomarkers Test per le intolleranze alimentari e l’infiammazione da cibo. Non si tratta di un test qualunque bensì del test dei test. Antonella nei suoi giri aveva provato un test per le intolleranze che l’ha portata a non mangiare più niente. Il suo sistema immunitario in due anni ha completamente dimenticato alcuni cibi, sicché, nel momento in cui ha deciso di reinserirli nella sua alimentazione, ha avuto una manifestazione molto più grave dei sintomi che già avvertiva.

Il test che eseguiamo è condotto presso il laboratorio biomedico CryoLab dell’Università di Roma e fa parte di un programma innovativo (di cui la nostra farmacia è esclusivista di zona) che prevede di portare la medicina ad alta specializzazione negli angoli più remoti della penisola attraverso internet. Il prelievo e la gestione del campione avviene direttamente in farmacia. Il risultato è un referto medico, firmato dal Prof. Attilio Speciani, immunologo clinico di fama internazionale. Il referto si accompagna ad un piano alimentare definito ”di svezzamento” che prevede che l’assunzione dei cibi a cui si è intolleranti avvenga con un preciso calendario. In  questo modo si evitano eventuali ”effetti rebound” dopo qualche mese di trattamento dovuti all’assunzione di cibi a cui si è intolleranti .

Non solo, la grande novità è l’analisi dell’infiammazione prodotta da questi alimenti a cui si è intolleranti.  Eh, sì! Cosa significa? Te lo spiego così : Solitamente quando si effettuano questi test, in giro ormai dappertutto, la prima cosa che Ti dicono è ‘‘devi togliere la pasta, devi togliere il pane, devi togliere, devi togliere, devi togliere…!!!Proprio quello che è successo alla nostra Antonella! Le sono stati eliminati  praticamente tutti gli alimenti per i quali è risultata un minimo di reattività.

Nulla di più sbagliato!!! Esistono test che analizzano 180 sostanze, quelli che ne analizzano 220……Stiamo scherzando?! Nessuno di questi test Ti dice nulla sull’entità della risposta Anticorpale, sul livello di intolleranza praticamente. Infatti su 400 – 500 – 800 ,o che siano, sostanze analizzate si selezionano solo quelle che danno la maggiore risposta in quanto altri potrebbero essere gli alimenti che hai mangiato ieri dalla nonna!!! In più qual è il danno che provocano questi alimenti a cui si è intolleranti? Te lo può dire solo il Biomarkers Test. L’unico in grado di misurare i livelli di infiammazione attraverso il dosaggio del BAFF e del PAFF. Si tratta di due molecole presenti rispettivamente sulla membrana intestinale e nelle cellule del sangue. Il loro valore ci dà informazioni sullo stato infiammatorio che gli alimenti a cui si è intolleranti causano sull’intestino e su tutto l’organismo.  Il dosaggio del Baff e del Paff è una pratica possibile solo in un laboratorio altamente specializzato come può esserlo un laboratorio Universitario.

Queste cose le ho spiegate bene anche ad Antonella, che ha capito la differenza che esiste tra il Biomarkers test e …. gli altri…. non mi va di definirli test, in quanto alle volte abbiamo visto che di scientifico c’è….IL NULLA!! Ebbene, dopo tre mesi esatti in cui Antonella ha eseguito il piano di recupero della tolleranza verso quegli alimenti che le procuravano i terribili fastidi, possiamo entrambe ritenerci soddisfatte! Noi perché abbiamo incontrato altre tre amiche di Antonella, Lei perché ha finalmente smesso di assumere farmaci.

Se nutri dubbi sul mondo delle intolleranze alimentari (quello vero!!), Ti faccio fare questa prova. Leggi attentamente….

Prova per un mese ad assumere a giorni alterni e a piccole dosi alimenti lievitati, alimenti fermentati, alimenti raffinati, alimenti ad alto contenuto di Nichel e Cobalto….

Cosa? Non riesci a districarti? Bene, non ti anticipo nulla, ma se ci riesci e noti dei miglioramenti, sicuramente sei un soggetto ”infiammato” a cui occorre eseguire un test come il Biomarkers. Se non ci riesci, e i tuoi sintomi sono sempre lì a darti fastidio, beh, devi fare lo stesso!

Per chi non vuole scomodarsi, raccomando almeno di provare a calmierare i sintomi con :

  1. una buona idratazione affinché aumenti il lume intestinale e si abbia la giusta consistenza delle feci.
  2. È importante  l’assunzione di fibre, in particolare di fibre solubili che danno un concreto aiuto indiretto all’intestino promuovendo la crescita di flora protettiva (azione prebiotica) oltre a regolare la funzione intestinale e a ridurre la microinfiammazione correlata all’intestino irritabile. Inoltre, studi recenti hanno dimostrato benefici nell’uso di probiotici e prebiotici in persone affette da sindrome dell’intestino irritabile.
  3. I probiotici, i famosi fermenti lattici, sono microrganismi viventi (Lattobacilli e Bifidobatteri) che possono portare ad una riduzione della produzione di gas e quindi ad un miglioramento dei sintomi gastrointestinali ( es. dolore addominale).
    I prebiotici e simbiotici (prebiotico+probiotico) sono utili sia nella prevenzione (favoriscono la salute dell’intestino) che nel trattamento delle forme di colite. Tra le varie sostanze di origine alimentare utilizzate come prebiotici, sembrano particolarmente efficaci i fruttoligosaccaridi (FOS) la cui fonte principale è l’inulina ricavata ad esempio di radice della cicoria o tarassaco.
  4. Utili nel trattamento di questa patologia possono essere prodotti fitoterapici contenenti ad esempio olio di menta per le sue proprietà antispastiche; la passiflorache presenta una specifica attività ansiolitica e antispastica; il finocchio per le sue proprietà procinetiche e carminative (stimolano cioè la motilità intestinale e promuovono l’assorbimento dei gas). Talora risultano utili anche alcune piante medicinali ad azione sedativa e/o antidepressiva quali valeriana e Iperico.

In ogni caso se non sei un soggetto particolarmente pigro, e detesti la Tua condizione sintomatologica, puoi venire a trovarmi direttamente in farmacia. Fai come Antonella! Intanto ti posto una video intervista del Prof Attilio Speciani che rimarca il concetto di ”Infiammazione da cibo”

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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About me…

Dr.ssa Serena de Mattia. Farmacista appassionata di alimentazione, prevenzione e sport. Seguo i pazienti in specifici percorsi di salute e benessere e nel tempo libero mi dedico ad un’intensa attività sportiva. Sono corresponsabile dei laboratori della farmacia in cui lavoro e specializzata in galenica con un Master in Galenica Clinica. Amo gli animali!! Attualmente studio per la seconda Laurea in Scienze della Nutrizione.

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