Dai sintomi iniziali all’artrite reumatoide

A cura della Dr.ssa Serena de Mattia

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”Guarda bella Dottoressa, oggi riesco a muovere di più le dita delle mani” , mi ha detto ieri Antonio, un simpatico signore sulla settantina con cui spesso scherzo. Lui molto allegramente fa molta ironia della sua condizione e  questo è senza dubbio positivo. Antonio, come altri, è affetto da Artrite Reumatoide. Tutto per lui è iniziato quando avvertiva strani fenomeni a mani e piedi. Mi diceva sempre, ”sento una sensazione di rigidità,  è come se mi tirassero…”

landscape-1469913516-artrite-reumatoide-anna-marchesini-malattiaMolti sono i pazienti con cui mi interfaccio ogni giorno affetti purtroppo da questa patologia.  Si tratta di una malattia infiammatoria che causa dolore, gonfiore, rigidità e perdita della funzionalità articolare. Ha un’origine autoimmune, cioè il nostro corpo riconosce come estranee le membrane che rivestono le pareti articolari per cui, mentre il suo compito è sempre stato quello di rivolgere le proprie armi contro agenti esterni, improvvisamente fa la guerra contro se stesso. Non si conoscono con certezza le cause di questa malattia. Si presuppone che ci siano dei coinvolgimenti di carattere ereditario, ormonale e ambientale che includono : infezioni pregresse, stile di vita, alimentazione. La malattia può interessare qualsiasi articolazione anche se le prime ad essere colpite sono quelle di mani e piedi.

Ci tengo ad intrattenermi qualche minuto in più con i pazienti che vengono in farmacia e dare loro delle dritte su come cercare di limitare questi fenomeni di infiammazione acuta. Chi è riuscito con tanta forza di volontà a mettere in pratica i miei consigli ha notato un netto miglioramento nello stile di vita. Ricordi di Antonio? Beh, Antonio è uno che ogni volta che mi incontra mi fa il resoconto di ciò che sta mangiando e come sente migliorare i sintomi…

Hai capito proprio bene! Gli alimenti possono migliorare o peggiorare uno stato infiammatorio!

Diversi studi scientifici per esempio, hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di acidi grassi omega 3 è in grado di modificare l’equilibrio delle due famiglie di acidi grassi polinsaturi all’interno dei fosfolipidi di membrana con conseguente risposta antinfiammatoria. Al contrario, invece, una sintesi endogena o un eccessivo apporto nutrizionale di acidi grassi omega 6 provoca un incremento della risposta proinfiammatoria implicata in numerose patologie infiammatorie quali appunto l’artrite reumatoide, malattie infiammatorie intestinali e cardiovascolari.

Quindi non è assolutamente da trascurare la programmazione di un certo stile di vita alimentare da integrare alle terapie prescritte dal reumatologo.

Gli alimenti ad azione antinfiammatoria sono:

Il pesce, soprattutto il pesce azzurro (alici, sarde, sgombro..) che possiede un contenuto di acidi grassi omega 3 EPA e DHA in grado di ridurre i processi infiammatori e accelerare i processi metabolici nonché l’espulsione di sostanze nocive dall’organismo. Quindi molto utile sarebbe sostituire questo tipo di pesce alla carne.

Semi Oleaginosi, quali semi di Chia, semi di Lino, semi di Sesamo, Zucca, sono artrite-reumatoidericchissimi in Omega 3. Un’assunzione regolare, magari su un bel piatto di verdura o insalata, aiuta ad apportare quel contenuto di omega 3 in più. Il mio caro Antonio condisce molte delle sue pietanze con un mix di semi da lui ”sperimentato”…Devo dire che il gusto non è niente male. Vi svelo il Suo segreto : Prende dei semi di Lino, li fa tostare in padella fino a sentire uno scoppiettio tipo pop-corn, li fa raffreddare e li mixa in parti uguali con semi di Chia, semi di Sesamo e di Zucca. Amici, io l’ho provato e devo dire che le insalate acquistano un sapore spettacolare. Che dire, grazie Antonio! Amo il mio lavoro per questo, perché mi insegna che ho da imparare tanto dai miei pazienti!

Gli ortaggi, soprattutto le cipolle fresche o cotte, sono utili per favorire il drenaggio renale e l’eliminazione di sostanze infiammatorie a livello articolare. Stessa azione vale per il carciofo in quanto aiuta il fegato ad espellere le tossine. Nella famiglia dei cavoli, il cavolo cappuccio in particolare è ricco di selenio. Le ricerche scientifiche indicano che i malati di artrite reumatoide hanno dei livelli sierici di selenio particolarmente ridotti. Il selenio è un oligoelemento importante in quanto preserva l’organismo dall’invecchiamento precoce, preserva l’elasticità dei tessuti, contrasta la formazione di radicali liberi e infine contribuisce al buon funzionamento tiroideo in quanto fa parte di un enzima che interviene nella sintesi di triiodiotironina. Una botta di vita insomma! I funghi sono particolarmente ricchi in selenio e in percentuali variabili è contenuto anche nei seguenti alimenti: tonno, aringhe, salmone, acciughe, sogliole, merluzzo e lievito di birra.

Ora passiamo agli alimenti da evitare. Quelli da bollino rosso! 

Il pomodoro va limitato e, soprattutto se crudo, va completamente eliminato, a meno che non lo si accompagni con della cipolla cruda in modo da eliminare l’eccesso di ossalati che si vanno ad accumulare nelle articolazioni. Come il pomodoro anche il vino, e il caffè contengono sostanze nocive che precipitano all’interno delle articolazioni. Questa è una nota dolente per tutti…Il caffè. Quando lo dico mi guardano sbalorditi e mi dicono quasi tutti ‘‘Ma dottoressa, se togliamo il caffè…ma che vita è?’‘ Purtroppo il caffè ha un effetto eccitante sul sistema nervoso centrale per cui non aiuta un malato di artrite che, al contrario avrebbe bisogno di tutto ciò che porta ad un effetto sedativo. Antonio…è passato dai suoi 5 caffè al giorno a due caffè uno dei quali deca! Ma mi ha detto : ”quello dopo pranzo deve essere caffè!!” Grandioso!

Nota dolente anche sullo zucchero, che ha un effetto pro-ossidante ampiamente discusso in tutti i nostri articoli. Parlare di alimenti conservanti e trattati chimicamente è allo stesso modi superfluo.

Quando mi ritiro dal lavoro, spesso vedo Antonio ed altri due amici a passeggio per le strade del paese. E sono felice perché ho modo di constatare praticamente che i miei consigli non restano solo parole. Un valido aiuto per queste forme di patologia, infatti, è senz’altro quello di praticare un adeguato esercizio fisico aerobico, come appunto camminare. Tale attività, seppur fatta in maniera blanda, è utile per rafforzare i muscoli e dare maggior sostegno all’impalcatura ossea dell’organismo. Lo si può fare ovviamente nei periodi in cui ci si sente meglio e quando le articolazioni non sono infiammate.

In ultimo e non meno importante : Stop al fumo! Il fumo non solo è considerato un fattore predisponente per l’insorgenza della malattia, ma sembra aumenti il rischio di patologie cardiovascolari, infezioni respiratorie e tumore nei soggetti con artrite reumatoide. Ti ricordi, quando Ti ho detto che le basi della patologia non sono note? Bene, siccome la genetica in un certo modo c’entra sempre, se hai un parente stretto affetto da artrite reumatoide, non esitare…Smetti di Fumare!

Se hai questa patologia, non esitare a contattarmi. Ti svelerò nei dettagli il piano alimentare che ha fatto rinascere Antonio! Alla prossima

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

Se questo articolo Ti è piaciuto, o se lo hai ritenuto utile, condividilo con i Tuoi amici! 

About me…

Dr.ssa Serena de Mattia.

Farmacista appassionata di alimentazione, prevenzione e sport. Seguo i pazienti in specifici percorsi di salute e benessere e nel tempo libero mi dedico ad un’intensa attività sportiva. Sono corresponsabile dei laboratori della farmacia in cui lavoro e specializzata in galenica con un Master in Galenica Clinica. Amo gli animali!! Attualmente studio per la seconda Laurea in Scienze della Nutrizione.

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Commenti

4 comments on “Dai sintomi iniziali all’artrite reumatoide”
  1. Samanta Zuppa ha detto:

    Salve dottoressa. Mi chiamo Samanta e abito in provincia di Padova. Ho letto con molto piacere e interesse il suo articolo sull’atrite reumatoide, l’alimentazione e l’esperienza di Antonio. Io ho da pochissimo scoperto di essere affetta da artite reumatoide, a differenza di Antonio però, non l’ho presa con filosofia, anche perché ho 42 anni, una bimba di 4 anni è una di 4 mesi che sto allattando. Inutile dire quanto ci tenga a continuare con l’allattamento e quindi come non sia propensa ad assumere farmaci in questo momento. Gestire la cosa con l’alimentazione, per quanto severa possa essere, è la strada migliore per me. Da una settimana ho eliminato tutti i latticini e gli zuccheri, semplici e complessi e la carne. Cereali integrali, legumi, verdure, frutta fresca e secca. Avevo iniziato anche coi semi di zucca e girasole (ho visto che quest’ultimi non son citati, quindi non sono ricchi in omega 3). Ho letto che gli alimenti su citati, quelli che ho escluso, sono acidificanti del sangue e che il pH acido sostiene e alimenta molte malattie e stati infiammatori. È corretto? Sono sulla strada giusta? Grazie anticipatamente se vorrà rispondermi. Buona giornata
    Samanta

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    1. Farmacia Passero ha detto:

      Cara Samanta, Intanto grazie per il tuo commento. L’approccio dietetico che è intrapreso è senza dubbio quello necessario a un controllo ideale dei sintomi. Vanno bene comunque anche i semi di zucca e di girasole. Senza dubbio sono più ricchi di Omega 3 i quelli di lino e di chia. Tuttavia non è necessario focalizzarsi sul alimento in particolare quanto piuttosto su un piano alimentare completo. Potresti anche pensare di iniziare ad assumere degli integratori di Omega 3. Segui con attenzione le eventuali terapie farmacologiche prescritte dal tuo reumatologo. Non esitare a contattarmi se hai bisogno. Saluti
      S.d.M

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  2. Samanta Zuppa ha detto:

    Pardon, mi sono espressa male, cereali integrali, legumi etc., sono gli alimenti che ora sto assumendo.

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  3. Farmacia Passero ha detto:

    Certo. Capisco anche io ora sto allattando e che non vuoi intraprendere terapie farmacologiche. Tuttavia al termine dell’allattamento non sottovalutare questo approccio insieme alla dieta può risultare vincente.

    Saluti
    S.d.M

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