I cosmetici inutili che nuocciono gravemente (anche) alla tasca!

A cura del Dr eduardo de Mattia

#farmaciapassero #dermocosmesi #cosmetologia #dermatologia

In questi giorni, come sai, stiamo effettuando un bel numero di consulenze cosmetologiche. Quello che viene fuori talvolta è incredibile!

Spesso la prima impressione che ho è che del cosmetico si ha una percezione strana. Mi spiego meglio. Noto una certa superficialità nell’approccio. Ma io una spiegazione me la sono data. Parlando con vari pazienti/clienti/utilizzatori di cosmetici, ho notato che molti probabilmente ritengono che il cosmetico non sia un qualcosa di funzionale ma soltanto di abbellimento, un bene voluttuario che serve solo a “decorarci”.

Se la pensi anche Tu allo stesso modo, devo smentirTi! Questa concezione infatti poteva appartenere al passato e parliamo di 40-50 anni fa quando i cosmetici erano semplicemente definiti come prodotti per abbellire, decorare e profumare. Ho in mente quei “ciprioni” di cui si cospargeva Marylin Monroe davanti agli specchi luminosi della Hollywood degli anno 50 dopo essersi spalmata vaselina bianca per rendere setosa la Sua candida pelle…

Sei ancora con me? Basta sognare! Quei tempi sono solo un bel ricordo, ma oggi siamo nel 2018. Sono passati 70 anni!

Con l’avvento della moderna cosmetologia, il cosmetico può arrivare addirittura a risolvere problematiche cutanee e prevenire meccanismi di modificazione fisiologica della cute. Dunque non solo pelle setosa, ma sostanze attive che “dialogano” con la chimica cutanea.

Ma in cosa consiste la consulenza cosmetologica e soprattutto chi è il cosmetologo?

La consulenza cosmetologica consiste in una valutazione approfondita dello stato di

salute della pelle analizzato facendo luce su alcuni parametri più importanti tra cui densità, spessore, rugosità, qualità del sebo, macchie, zone di desquamazione, infiammazione, eccetera. L’analisi non si effettua di certo ad occhio nudo ma avvalendosi

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Valutazione dell’efficacia di un trattamento scrub-micropeeling analizzando la superficie cutanea

di un particolare tipo di strumentazione che ingrandisce la pelle fino a 400 volte ed utilizza differenti fluorescenze per mettere in risalto i problemi cutanei. Altro aspetto importante della seduta di consulenza riguarda proprio una serie di test per capire l’individuo quale tipo di approccio abbia nei confronti del cosmetico.

Possiamo al cosmetologo. Il cosmetologo è generalmente un laureato in farmacia o chimica farmaceutica o entrambe che si sia specializzato in cosmetologia (corso di altri 2-3 anni) e che conosca dunque i cosmetici nel loro DNA.

Proprio così! Conosce in pratica l’attività di ogni molecola che compone l’incomprensibile lista di ingredienti della crema che ti applichi tutti i giorni o del mascara al piombo che magari metti sulle tue ciglia!

Il cosmetologo, inoltre, dovrebbe essere abile nel riprodurre qualsiasi tipo di formula avvalendosi di un laboratorio. Ed è ciò di cui personalmente mi occupo. Consulenza personalizzata ai pazienti che ne vogliono sapere di più e formulazione per dermatologi che hanno bisogno di personalizzare le terapie per i loro pazienti.

Dunque valutazione analitico/ strumentale e conoscenza permettono a questa figura professionale di consigliare il miglior approccio cucito su misura per ogni singolo

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Uno scorcio del Laboratorio durante la preparazione di un gel dermatologico

paziente e di essere da faro nel megagalattico mondo della cosmesi. Mondo in cui spesso l’emotività nell’acquisto nel 90% dei casi conduce all’acquisto di un prodotto non idoneo alla propria pelle o con un rapporto qualità /prezzo assolutamente sbilanciato.

Oltre a questo il cosmetologo ha un ruolo assai divertente. E per quanto mi riguarda lo hanno inventato i miei clienti : la recensione dei prodotti che utilizzano.

Durante questi giorni molti dei pazienti che sono venuti a trovarmi per la consulenza mi hanno portato confezioni di creme che usano abitualmente per farsi dire molecola per molecola cosa contenesse il loro cosmetico.

Ahime’, nella maggior parte dei casi mi sono imbattuto in formule elementari che spesso ho sentito dire avere costi dell’ordine 70-80-90 euro! Prodotti completamente sconosciuti, privi di certificazioni, privi di test di tollerabilità cutanea, ma soprattutto…privi di principi attivi degni di quella fascia di prezzo. Sono generalmente prodotti che io definisco “ombra”. Non hanno un loro reale canale di vendita e spesso passano tra le mani di personale non qualificato.

L’errore del cliente, purtroppo, è quello di basarsi soltanto sulla prima impressione nel momento in cui applica un cosmetico. Soprattutto nel momento in cui prova un profumatissimo campioncino… Mi dicono: “sì è vero, l’ho pagato un bel po’ però… mi fa la pelle morbida” (!??), profuma (?!?), la confezione è carinissima (?!?).

Ebbene applicando un litro di silicone puro sulla pelle, la pelle diventa immediatamente morbida. Non c’è bisogno di comprare la crema di 70 euro, basta andare in ferramenta!

Ciò che il cliente moderno deve chiedere nel momento in cui acquista un cosmetico che supera i venti-trenta euro è un approccio funzionale, cioè il contenuto deve essere in linea all’investimento. Quando parlo di contenuto faccio riferimento a sostanze funzionali, cioè quelle che agiscono dialogando con le cellule. La paraffina che utilizzava Marilyn, forma soltanto una patina oleosa sulla pelle e il cliente non può far altro che constatarne l’effetto ammorbidente! Chissà quanto sentono morbide le loro ali quei poveri cormorani quando finiscono imbrigliati in quella patina oleosa che si deposita sull’acqua quando naufraga qualche petroliera!

La sostanza funzionale non è altro che un principio attivo. E per essere definito tale, dunque attivo cioè efficace, spesso questa efficacia la si paga con un prezzo più alto. Parliamo di principi attivi che hanno un costo elevatissimo. Parliamo di molecole quali biopeptidi, acido lipoico, composti solforati, acido ialuronico di ultima generazione, microsfere, nanosomi, liposomi, ecc…Ma attenzione. Non è detto che il prezzo è direttamente proporzionale al contenuto di sostanze attive. Non c’è legge alcuna che obblighi i produttori a stabilire il giusto rapporto qualità/prezzo del prodotto cosmetico. Qualsiasi azienda può mettere in commercio una crema con formula esattamente identica alla ”crema Nivea” e venderla a 80 euro perché il marketing che ci ha montato Te lo fa credere davvero che vale tanto.

Altre volte mi dicono “ma come, e’ naturale me l’ha consigliata Tizio piuttosto che Caio”. Io dico sempre che la pelle è un organo e va trattata come tale. Personalmente difficilmente mi affiderei al consiglio di un amico prima di assumere un integratore per il mio fegato se non prima aver chiesto al mio medico o al mio farmacista. Ogni pelle è diversa dall’altra, ogni pelle ha necessità di un trattamento personalizzato. Se pensi che naturale sia sinonimo di attività o peggio ancora di innocuità , devo smentirTi anche questa volta. Limitiamoci per il momento sull’attività in quanto ho abbondantemente discusso anche di insidie del naturale negli articoli precedenti.

Anche sul naturale Bisogna saper distinguere ciò che Ti piace da ciò che funziona. Anzitutto bisogna diffidare dalle formule che contengono più di sei o sette estratti naturali. In tal caso sarebbe solo marketing in quanto nessuno dei sei o sette ingredienti avrebbe la presenza in quantità tali da assicurare un effetto. Altro rischio non meno trascurabile é sicuramente l’aumento della probabilità di indurre fenomeni di sensibilizzazione cutanea.

Gli ”estratti dagli estratti”.

Molecole come Procianidina A2, Resveratrolo , Acido beta Glicirretico, Bisabololo, Vitamina F, Asiaticoside, Escina, Astaxantina, (ne avrei centinaia da nominare pertanto non si offendano quelle che ho escluso da questo elenco ma non ho spazio e non voglio annoiare).

Cosa sono gli estratti dagli estratti? In pratica si prende l’estratto che notoriamente esibisce una certa azione antiinfiammatoria, antirughe, antiossidante, trofica sul microcircolo, eccetera, si studiano tutti i componenti in grado potenzialmente di esibire l’effetto ed alla fine si individua la molecola o le molecole responsabili e le si estraggono.

Ecco, quando parlo di cosmetico realmente funzionale mi riferisco a una crema o un siero o un detergente che contenga una o più di queste molecole veramente attive.

Se mettiamo un estratto di liquirizia allo 0,2% significa davvero poco rispetto all’ utilizzare un acido Beta Glicirretico (principio attivo cosmetico della liquirizia) in forma pura allo 0,2%. Infatti nell’estratto l’acido glicirretico è diluito in maniera infinitesimale. Usandolo in maniera pura avremo il pieno controllo dell’efficacia del prodotto. Anche dal punto di vista dei costi l’utilizzo di queste materie prime altamente tecnologiche sarebbe giustificato. E qui bisogna essere attenti! Un estratto di liquirizia può costare pochi euro per 100 grammi. 100 g di acido Beta Glicirretico puro arrivano a costare oltre € 100 euro. 

Ora hai compreso qual è la reale differenza tra un cosmetico che funziona e uno che ”decora”?

In questo video il professor Borellini, farmacista e cosmetologo di fama internazionale, mio ammirevole collega, spiega chiaramente quale può essere la differenza tra un cosmetico funzionale ed uno che promette ma non mantiene. Borellini si sofferma soprattutto sull’aspetto emotivo che spesso spinge il cliente ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro, affermando che l’acquisto è spesso non guidato da una esigenza di funzionalità quanto piuttosto alla prevalenza di fattori quali il packaging, l’atmosfera in cui viene venduto, il concetto che il venditore è in grado di far passare, eccetera.

Restando sul concetto di vendita basato sulla persuasione emotiva, quello che  è indubbiamente vincente sul “cliente che non sa” è il modello delle ”catene di Sant’Antonio”. Si tratta di sistemi di vendita a volte fin troppo aggressivi importati dall’America. In pratica l’azienda affida ad una persona la vendita di un prodotto. Questa persona a sua volta lo affida ad altre due persone. Queste due persone a loro volta reclutano ognuna altre due persone e così via. Ciascun pezzo venduto dal più piccolo anello della Catena porta guadagno a tutti coloro che sono ai vertici. Con questi sistemi di vendita purtroppo ci guadagna solo chi sta veramente in alto e, in particolar modo, il cliente finale che acquista il prodotto  paga spesso un prezzo troppo alto che serve esclusivamente a pagare le percentuali di tutti gli anelli della catena. Non certo paga il giusto prezzo per ciò che sta acquistando!

Infatti se andiamo a guardare il costo del singolo prodotto spesso, a parità di qualità, raggiunge costi che vanno addirittura dal doppio al triplo di equivalenti prodotti venduti anche al supermercato.

Se anche Tu ti sei imbattuto in una catena di Sant’Antonio non c’è nulla di sbagliato perché magari avrai fatto guadagnare un’amica o l’amica dell’amica, l’amica dell’amica dell’amica dell’amica… Ma farlo per delle pentole va bene ma per la propria pelle non credo sia proprio il caso!

Se hai bisogno di capire cosa stai mettendo sul Tuo viso contattami pure. Puoi mandami una foto della lista di ingredienti del Tuo cosmetico. E ricorda, acquistiamo responsabilmente!

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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About me…

Dr Eduardo de Mattia. Farmacista e Chimico farmaceutico, appassionato di  tutto ciò che ruota intorno al concetto di benessere e forma fisica. La mia formazione proviene dall’industria farmaceutica dove ho lavorato per un po’ prima di sbarcare in farmacia. Mi occupo principalmente di formulazione farmaceutica, cosmetica e galenica nei laboratori della farmacia in cui lavoro e sono consulente dermocosmetico e cosmetologo. Ho conseguito un Master di Secondo Livello in Scienza e Tecnologie Cosmetiche e uno in Management Farmaceutico.

 

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