Dimagrire mangiando grassi è possibile!

A cura della Dr.ssa Serena de Mattia #farmaciapassero #nutrizione #dieta

”Da domani eliminerò l’olio fino ad Agosto…Da domani zero carboidrati per due mesi…”Queste le parole che generalmente sento da amiche o pazienti che decidono autonomamente di ”mettersi a dieta”. Tra l’altro le cosiddette ”eliminazioni compulsive” ormai costituiscono una vera e propria moda che pare non debba mancare in nessun approccio dietetico. Altri poi ritengono di essere ”intolleranti” a 300-400 alimenti dopo aver eseguito fasulli test delle intolleranze alimentari privi di validità scientifica. Dunque cosa fanno? Si riducono a nutrirsi esclusivamente di gallette, pollo, e bresaola…

A Te che non credi alla stregoneria, parlerò di uno dei macronutrienti fondamentali per la nostra salute e alimentazione: i grassi.

Sfatiamo subito un mito…Attenzione : non sono i grassi a renderci grassi!

piramideI grassi costituiscono circa il 30 per cento della nostra alimentazione. Essi rappresentano un macronutriente con una funzione energetica  ma possiedono anche una funzione plastica. Infatti costituiscono una componente fondamentale delle membrane cellulari e delle cellule gliali. Essi regolano la produzione di ormoni steroidei, hanno funzione pro-infiammatoria, funzione antiossidante e sono precursori di sostanze regolatrici del sistema cardiovascolare.

 

Ho parlato  con pazienti che dopo aver affrontato diete a ”zero grassi”, si sono ritrovate con forti scompensi ormonali, oltre che con zero chili perduti!

Quando si parla di alimentazione si diventa magicamente tutti maestri. Tutti si ergono a dare consigli. Nello spogliatoio della palestra non si fa altro che darsi dritte nutrizionali o scambiarsi concetti per una dieta che faccia perdere peso miracolosamente. E purtroppo quando si vuole dimagrire e mettersi in forma, i primi alimenti ad essere eliminati totalmente sono proprio i grassi…

Dunque si passa a violentarsi quotidianamente con insalata scondita, yogurt magro, tonno al naturale, ecc.

Una corretta alimentazione è formata dal 50% di carboidrati, 20% di proteine e 30% di grassi. Ciò vuol dire che questi sono fondamentali in quanto la completa eliminazione ha l’effetto contrario sull’organismo. E sai cosa succede?

Il corpo è un grande risparmiatore di energia. Se gli togli uno di questi elementi, cercherà di conservarli con tutte le sue forze fino a farsi del male. Come risultato dell’eliminazione dei grassi avrai dunque una diminuzione della lipolisi, quella reazione biochimica che innesca il tanto propagandato effetto di ”bruciare” i grassi.

Quindi se si vuole seguire una dieta per dimagrire è meglio non abbassare troppo l’apporto di grassi. Piuttosto è fondamentale ridurre (e dico ridurre, non eliminare) l’apporto di carboidrati. In questo modo si diminuisce la produzione di insulina.

Ecco che ritorna sempre lui, l’ormone più temuto, l’ormone anti-lipolitico, l’ormone che fa ingrassare. Quello che è meglio saper tenere a bada. E di certo non lo si fa con le ”eliminazioni compulsive”

Diverse ricerche scientifiche ci dicono che mangiando più grassi e meno carboidrati il corpo è costretto a bruciare i grassi per produrre energia; se invece mangiamo molti grassi e molti carboidrati il corpo brucia i carboidrati e i grassi si accumulano. Peccato che nei nostri alimenti i grassi sono sempre accompagnati da una elevata quantità di zuccheri raffinati…

Il concetto base è sempre lo stesso. Poiché, come Ti dicevo, il nostro organismo è un grande risparmiatore, si tiene stipati ben volentieri i nutrienti a maggior valore. Come faremmo tutti con i nostri risparmi. I grassi sono una fonte energetica a maggior valore rispetto ai carboidrati. Perciò vengono stipati per i cosiddetti periodi di ”guerra”…

Ora, però, frena!!

So cosa stai pensando e non è come credi. Come per i carboidrati anche per i grassi ci sono quelli buoni e quelli da cui stare alla larga. Il gioco del buono e del cattivo ricorda più una prassi consolidata in un qualsiasi copione cinematografico di successo che un meccanismo descrittivo utilizzato anche per la comprensione della biochimica alimentare.  Ebbene, i grassi, il colesterolo, gli zuccheri, ecc, hanno il loro alter-ego ”CATTIVO”. 

Ma andiamo nel merito della questione. I grassi buoni, si dividono in polinsaturi, Grassi-Killer-e-Oli-Buonimonoinsaturi e saturi e questo dipende dal numero di doppi-legami che contengono nella struttura. Gli acidi grassi essenziali sono quelli appartenenti alla categoria omega 3 e omega 6, detti così in quanto devono essere introdotti con la dieta dato che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli.  Possiamo assumere questi grassi essenziali dalla frutta secca, da oli vegetali, semi di lino, semi di soia e canapa e soprattutto da pesci quali salmone, acciuga, sgombro e pesce spada.

Gli acidi grassi invece da considerarsi nocivi sono quelli saturi, cioè quelli che a temperatura ambiente si presentano solidi. Gli acidi palmitico e starico sono più abbondanti nel nostro organismo. Ad esempio l’acido palmitico presente nell’olio di palma è al centro delle critiche mediatiche ormai da tempo. Diversi studi gli attribuiscono un  effetto aterogeno e ipercolesterolemizzante, entrambe caratteristiche che influiscono negativamente sul rischio cardiovascolare.

Ma ritorniamo alla questione fondamentale :  i grassi fanno ingrassare?

Di sicuro sono fondamentali nell’alimentazione ma c’è chi addirittura afferma che non solo non fanno ingrassare ma fanno addirittura dimagrire. Leggendo vari studi scientifici ci sono pareri discordanti a riguardo. È una questione che rimarrà sempre aperta.  Ci sarà comunque chi prediligerà una dieta low carb-hight fat, ossia dieta ipocalorica con maggiore percentuale di grassi per sperare di avere un effetto lipolitico sul grasso ostinato, c’è chi invece preferirà limitarne l’assunzione per l’alto potere calorico o chi infine alternerà le due strategie.

Attenzione. La gestione delle quantità non è affare per una dieta ”by myself”. Con i grassi ci si può fare anche male!

A mio avviso la soluzione migliore è sempre il giusto equilibrio tra i macronutrienti. E’ il quadro alimentare individuale che va analizzato nel complesso. Intraprendere una dieta con il principio dell’eliminazione compulsiva potrebbe creare problemi per l’innesco dei fenomeni che Ti ho descritto.

Il consiglio che posso darTi è comunque quello di assumere gli alimenti che costituiscono la base della nostra dieta mediterranea evitando contaminazioni ”Anglosassoni”. Ciò su cui devi riflettere è quanto tempo ho impiegato per ingrassare? E’ possibile impiegare lo 0,0001% di questo tempo per dimagrire? Mi spiego meglio…Se hai 30 anni e da quando sei nata hai fatto una vita sedentaria, hai mangiato di tutto di più, ha un peso di 95 chili, non è possibile in venti giorni perdere 20 chili. Il dimagrimento deve passare attraverso la presa di coscienza che è fondamentale un cambiamento radicale nel proprio stile di vita.

Contattami se necessiti di informazioni aggiuntive.

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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About me…

Dr.ssa Serena de Mattia.

Farmacista appassionata di alimentazione, prevenzione e sport. Seguo i pazienti in specifici percorsi di salute e benessere e nel tempo libero mi dedico ad un’intensa attività sportiva. Sono corresponsabile dei laboratori della farmacia in cui lavoro e specializzata in galenica con un Master in Galenica Clinica. Amo gli animali!! Attualmente studio per la seconda Laurea in Scienze della Nutrizione.

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