Disidrosi : il nemico potrebbe essere ciò che mangi.

A cura del Dr Eduardo de Mattia

#farmaciapassero #dermatologia #cosmetologia #infiammazionedacibo #biomarkers

“Salve dottore sono venuta presso la vostra farmacia in quanto ho bisogno di avere una preparazione per per le miei mani. “

Lucrezia, bellissima ragazza di 28 anni, con una pelle perfetta, zero punti neri, zero macchie, insomma molto curata nell’aspetto, mi faceva questa richiesta tenendo le Sue mani nella borsa. Sembrava che volesse prendere qualcosa. In realtà aveva le Sue mani nascoste per la vergogna di mostrare quel che un terribile disturbo della pelle Le stava causando.

” Fammi dare un’occhiata, posso provare a vedere?”

Nella mia vita professionale non ho mai visto una disidrosi così forte. Le chiedo di dirmi cosa avesse fatto fino a quel momento per trattare il Suo disturbo. Con se aveva una cartella piena di esami clinici, prescrizioni dermatologiche, ecc. Vedendo quel mare di carte, Le dico subito “guarda, credo che Tu abbia davvero fatto di tutto. Non so come posso aiutarti…”

“Dottore, mi hanno mandato qui perché so che voi fate dei farmaci personalizzati. Sono disperata, La prego di aiutarmi.”

Ad una richiesta di aiuto di certo non ci si può tirare indietro ma comunque per noi è importante non illudere i pazienti. Tuttavia ricordavo di avere una formula molto efficace per il trattamento di questa disidrosi e ho accettato la sfida.

Dopo due mesi di trattamento la paziente ha avuto dei miglioramenti ma non significativi come mi aspettavo. Nonostante Lei fosse speranzosa e mi dicesse di avere finalmente trovato la soluzione, io non ne ero pienamente convinto.

Prima di dirTi come è finita voglio parlarTi brevemente di questa disidrosi. La disidrosi è

disidrosi-grave
Manifestazione cutanea in una disidrosi grave

quella manifestazione cutanea per cui si formano minuscole bollicine di liquido su mani e piedi che poi si aprono facendo esfoliare sottilissimi strati di pelle. L’effetto a volte può essere davvero brutto. Il trattamento, generalmente, prevedere una certa cura nell’utilizzo dei detergenti e l’applicazione di farmaci corticosteroidi localmente. Mentre in alcuni casi il problema si risolve così, in altri sembra non si riesca a comprenderne le cause. Pertanto il trattamento diventa solo finalizzato ad una lotta estenuante per il controllo dei sintomi, senza andare a colpire la causa scatenante.

”Perdonami Lucrezia, ma Ti è stato consigliato di eseguire un test allergico?”

”Le dico la verità, io ho cambiato una marea di di dermatologi e ho notato che tutti mi hanno inizialmente prescritto il cortisone.”

”Sì, è normale, per questo dovresti aver avuto un solo medico di riferimento con il quale avresti dovuto portare avanti un programma di indagine. Ma per queste cose è fondamentale essere anche costanti e dare la possibilità al professionista di compiere le dovute esplorazioni. Spesso si va anche per tentativi. In ogni caso, tornando a noi, Ti faccio questa domanda perché alcune disidrosi sono dovute a una cosa chiamata SNAS, ossia SINDROME DA ALLERGIA SISTEMICA AL NICHEL. Ti dico questo perché vedendo tutto ciò che hai fatto e osservando che il nostro preparato, nonostante sia un prodotto che funzioni, non mi ha dato i risultati attesi, desumo che l’unica strada che non hai percorso è proprio questa. Ti parlo di un problema che arriva da dentro il Tuo corpo e che si manifesta in questo modo.”

”È un concetto un po’ difficile da comprendere, però voglio parlartene visto che sei arrivata fin qui. Per comprendere se il tuo organismo ha attività nei confronti del Nichel, è necessario eseguire un test chiamato BIOMARKERS. Esso misura proprio l’infiammazione a carico dell’organismo causata da alcune sostanze o alimenti. Devi sapere che continuamente assumiamo nichel. Tuttavia in alcuni soggetti

Biomarkers test
Dosaggio di citochine pro-infiammatorie in un laboratorio universitario

predisposti, tale assunzione può rivelarsi pro-infiammatoria. Non Ti sto parlando di un semplice test delle intolleranze. Ti sto parlando di un test di alto profilo medico per il quale siamo esclusivisti in zona. È necessario che Tu Ti sottoponga al prelievo di un campione di sangue che noi manderemo a Roma presso i laboratori universitari dell’università di Roma Tor Vergata dove un’equipe dedicata analizzerà questo campione. Si tratta di un nostro servizio di Medicina ad alta specialità a distanza. Dall’analisi potrà eventualmente risultare il Tuo livello di infiammazione nei confronti di Nichel e altre sostanze. Non solo. Riusciamo ad avere anche un profilo alimentare individuale che ci consente di tentare di azzerare i sintomi mediante l’alternanza di alcuni cibi secondo un metodo scientifico collaudato.”

”Dottore lo voglio fare!”

Dopo 15 giorni arriva il referto di Lucrezia. Sbalordito guardo quei risultati. Li guardo ancora e poi ancora. Lucrezia aveva le citochine proinfiammatorie alle stelle nei confronti del Nichel. Era letteralmente intossicata da nichel.

Subito La chiamo, contento per la mia deduzione ma soprattutto per Lei, perché probabilmente avrebbe potuto vedere la soluzione ai Sui problemi.

Dopo un’ora di colloquio sul Suo risultato e sul protocollo alimentare prescrittoLe dall’equipe di specialisti, Lucrezia mi lascia, intenzionata più che mai a seguire alla lettera questo piano.

Dopo 20 giorni mi arrivano le prime foto WhatsApp delle sue mani. Roba da non crederci! Un risultato formidabile. Lucrezia si è vista sparire la Sua disidrosi in soli 20 giorni.

Lucrezia ha fatto una dieta povera di nichel, mangiando principalmente miglio, grano saraceno, frumento e riso ed eliminando soprattutto alimenti composti da mais e avena, lenticchie, tonno, grassi vegetali cotti e grassi vegetali idrogenati; tutti ad elevatissimo contenuto di nichel.

Non solo… Anche se potrebbe essere la normalità l’avvio di una terapia topica, quindi cutanea, in questi casi la cosa più ovvia è invece la somministrazione di capsule di olio di Perilla, un potente cortisonico naturale e di olio di ribes nero associati ad una miscela di minerali come manganese, rame e zinco per la modulazione del sistema immunitario. A Lucrezia ho consigliato anche l’assunzione di un integratore contenente enzimi ed inositolo, visto che il Suo quadro sintomatologico si accompagnava anche a disturbi nella digestione di latte e derivati. Cosa comunque confermata dal test. Questa d’altronde è un’evidenza statistica in soggetti con SNAS (SINDROME DA ALLERGIA SISTEMICA AL NICHEL). . Ben il 74% presenta anche una reazione al lattosio.

Da anni ci battiamo per diffondere presso i pazienti conoscenza Medica e Scientifica in chiave moderna, cercando di dissuaderli da venditori di fumo che sovraffollano il mondo della salute e in particolar modo quello dell’alimentazione e delle cosiddette ”INTOLLERANZE ALIMENTARI”.

Molti pazienti tendono a confondere le intolleranze alimentari con le infiammazioni da cibo. E spesso, forse sempre più per crearsi un alibi per i loro problemi di linea, tendono ad identificarle come causa di ingrassamento.

Non esiste un alimento a cui si è intolleranti che causa sintomi o ingrassamento. Esistono meccanismi, che coinvolgono gli alimenti, che causano infiammazione.

La storia di Lucrezia ci insegna che i sintomi dell’infiammazione da cibo possono nascondere problematiche molto più ampie e nella maggior parte dei casi riguardano patologie ben più complesse. E pertanto vanno affrontate in centri di alta specializzazione o più semplicemente con il nostro servizio a ”distanza”. Ce lo spiega il Prof. Attilio Speciani, direttore scientifico per il Biomarkers Test eseguito presso l’Università di Roma in questo video.

Sento spesso parlare di pazienti fuorviati da chi promette test di intolleranze con 100, 200, 1000 alimenti. Sono dei test che prendono in giro le persone. La scienza riconosce solo due intolleranze che sono quella al glutine e al lattosio con le varie sottocategorie. Tutto il resto è pura invenzione di marketing.

Da quando è stato lanciato il servizio Biomarkers Test, personalmente ho assistito alla risoluzione di casi apparentemente irrisolvibili, tutti collegati con iperattività del sistema immunitario non di base allergica ma di base infiammatoria.

La rivoluzione nel campo dei disturbi da cibo passa attraverso il concetto di infiammazione da cibo. L’unico test approvato dalla comunità scientifica è il Biomarkers Test.

Se vuoi sapere di più sull’ infiammazione da cibo, contattaci. Contattaci se hai sintomi quali gonfiore, difficoltà digestive, strane eruzioni cutanee, cistiti ricorrenti, lievi dolori simil-reumatici, cefalea, acne resistente, ingrassamento ed altro.

Il cibo ci ammala, il cibo ci infiamma, il cibo ci cura.

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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About me…

Dr Eduardo de Mattia. Farmacista e Chimico farmaceutico, appassionato di tutto ciò che ruota intorno al concetto di benessere e forma fisica. La mia formazione proviene dall’industria farmaceutica dove ho lavorato per un po’ prima di sbarcare in farmacia. Mi occupo principalmente di formulazione farmaceutica, cosmetica e galenica nei laboratori della farmacia in cui lavoro e sono consulente dermocosmetico e cosmetologo. Ho conseguito un Master di Secondo Livello in Scienza e Tecnologie Cosmetiche e uno in Management Farmaceutico.

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