Occhio secco : stai sbagliando cura

A cura della Dr.ssa Serena de Mattia

#farmaciapassero #farmaexpertise #sos

”Dottoressa, ho provato vari colliri ma è stato come aver messo acqua fresca!”

Da quanto tempo soffre di questo disturbo?

”Praticamente da anni. Ho provato vari colliri rinfrescanti ma nulla da fare…”

Lei è stato a controllo presso un oculista?

No, dottoressa, per una semplice irritazione…

VEDIAMO DI VEDERCI PIU’ CHIARO! (perdonami il voluto bisticcio di parole)

Troppo spesso sento pazienti che banalizzano alcuni sintomi perché ritenuti ”minori”. Vado in dettaglio perché è importante che anche Tu sappia qual è il problema del nostro amico.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità la sindrome dell’occhio secco (SOS)  è un disturbo della società moderna molto diffuso ma sottovalutato. Troppo spesso in farmacia abbiamo pazienti che lamentano fastidi riconducibili alla cosiddetta sindrome dell’occhio secco (SOS). Generalmente sono pazienti oltre i 45 anni di età e per lo più si tratta di donne. Di queste il 90% è in menopausa.

Gli uomini sono più fortunati in quanto solo il 25% della popolazione maschile oltre i 50 anni viene colpita da questo disturbo. È il caso del signor Bruno (nome di fantasia) il quale venne lamentando una ”strana” sensazione a livello oculare caratterizzata da bruciore , dolore, ipersensibilità alla luce e percezione di corpo estraneo.

La SOS è un’alterazione del film lacrimale, la sottile pellicola che riveste la superficie anteriore dell’occhio e che lo protegge dalle aggressioni dell’ambiente esterno. NeGF2FB0L1-kg4F-U212808808343Sm-575x383@El Comercio esistono due forme; la dislacrimia con eccessiva evaporazione lacrimale e la ipolacrimia con ridotta produzione di lacrime. In ogni caso i sintomi più comuni sono bruciore e prurito insistente, secrezione e lacrimazione, offuscamento della vista, dolore, ipersensibilità alla luce e difficoltà ad indossare le lenti a contatto.

Il film lacrimale ha una composizione complessa e ricca di sostanze nutritive e protettive per l’occhio. La sua presenza consente all’occhio di muoversi nelle varie direzioni. È composto da tre strati: uno lipidico più superficiale, uno sottostante e uno mucoso interno.

La Sindrome dell’occhio secco è sempre più diffusa a causa delle moderne abitudini a passare gran parte della giornata davanti ad un monitor non solo in ufficio, ma anche a casa sia esso computer, tablet o telefono.

Un uso incontrollato potrebbe provocare seri problemi alla vista e alterazione del film lacrimale.

In questo caso dopo opportune indagini il signor Bruno mi disse che passava molto tempo davanti ad un monitor per lavoro ma era anche affetto da blefarite cronica diagnosticatagli anni fa, due dei motivi che gli scatenavano questa fastidiosa sensazione di occhio secco.

Quali sono i principali fattori di rischio per la SOS?

I principali fattori di rischio sono:

– abuso di monitor a distanza ravvicinata

– alcune malattie metaboliche

– blefariti croniche

– congiuntivite allergica

– infezioni erpetiche

-inquinamento ambientale e invecchiamento

– squilibrio ormonale (menopausa e carenza estrogenica)

– terapie croniche

– uso di cosmetici e lenti a contatto

Ma qual è stato il principale errore di Bruno?

Semplicemente quello di aver utilizzato colliri non idonei, spesso – ahimè – in uso in casa  e spesso a base di cortisone per giunta per lunghi periodi. Attenzione al cortisone!! Non mi stanco mai di dirlo. Va usato con molta cautela e soprattutto non prima di aver consultato un medico! 

Cosa doveva invece fare Bruno?

A)Sicuramente non utilizzare betabioptal o tobradex (tanto per citarne i più abusati) come se non vi fosse un domani, comprato qua e la senza aver ricevuto un consulto medico. A quei colleghi farmacisti senza scrupoli che erogano tali prodotti con una certa leggerezza voglio ricordare che :

  1. Non sta a loro ”prescrivere” alcuni farmaci, bensì al medico
  2. Il cortisone instillato per via oculare ha un assorbimento paragonabile ad un’iniezione, dunque espone l’inconsapevole paziente a una serie di rischi, soprattutto se ne fa un uso prolungato
  3. Ho assistito io stessa ad un tentativo da parte di un mio collega (non dovrei chiamarlo così) di curare una congiuntivite erpetica dando del collirio l cortisone ! (o sei scemo, o pensi di fare il carino con la pelle degli altri!)

B) Recarsi da un oculista in quanto il suo problema era evidentemente persistente ma purtroppo per via di quel cortisone applicato senza un senso, veniva mascherato

C) Recarsi in una farmacia dove operano professionisti e non venditori. Non è per presunzione ma, fammelo dire, io e i miei colleghi siamo sempre ad aggiornarci continuamente, seguiamo Master universitari e corsi di ogni tipo…e soprattutto non ci sogneremmo di consigliare alcuni farmaci con una certa leggerezza. Questione di professionalità…

Oggi Bruno è un uomo felice perché con piccoli accorgimenti e soprattutto senza farmaci, tiene sotto controllo il Suo problema. Come?

Applicando costantemente lacrime artificiali idratanti ed un collirio formulato per proteggere-occhi-pc.jpgapportare una componente di acidi grassi all’interno dell’occhio. Nel Suo caso infatti era fondamentale ricostituire quel film protettivo che nel tempo aveva evidentemente perso. NESSUN FARMACO! Ok?

Non avrebbe senso in tal caso applicare colliri rinfrescanti senza che essi abbiano una tecnologia in grado di trattenere acqua e di apportare sostanze funzionali come particelle di acidi grassi,  ecc.

Inoltre al caro Bruno ho anche consigliato uno stile di vita più sano ricordandogli di bere molta acqua e di mangiare tanta frutta e verdura per migliorare l’idratazione generale dell’organismo e quindi anche quella dell’occhio. Gli ho suggerito inoltre anche l’assunzione di un integratore di omega3, vitamine b3, b6, b12 e antiossidanti, componenti essenziali per la salute dell’occhio.

Si ma ora, Bruno, fai qualche pausa in più quando lavori. E’ fondamentale! E butta via quel cortisone!

Come sempre se la situazione di un paziente è dubbia o complessa è dovere del farmacista invitare il paziente a rivolgersi ad un oculista per una diagnosi più approfondita.

Per qualsiasi necessità non esitare a contattarmi!

Alla prossima!

Per scrivere questi articoli, oltre alla formazione costante cui ci dedichiamo, ci impegniamo ad effettuare ricerche sui più autorevoli testi universitari, nonché sulle più recenti pubblicazioni scientifiche, semplificandone contenuti e linguaggio per offrirVi un’esperienza di lettura basata su informazione vera ed aspetti pratici.

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About me…

Dr.ssa Serena de Mattia.

Farmacista appassionata di alimentazione, prevenzione e sport. Seguo i pazienti in specifici percorsi di salute e benessere e nel tempo libero mi dedico ad un’intensa attività sportiva. Sono corresponsabile dei laboratori della farmacia in cui lavoro e specializzata in galenica con un Master in Galenica Clinica. Amo gli animali!! Attualmente studio per la seconda Laurea in Scienze della Nutrizione.

 

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